I 150 anni dell’Osservatore Romano, il giornale del Vaticano
Di Daniela Ciabattini il 2 luglio | ore 17 : 29 PM
Come l’Italia, quest’anno compie 150 anni anche l’Osservatore Romano, il quotidiano della Santa Sede, e Papa Benedetto XVI ha colto l’occasione per rendere omaggio all’organo di informazione più di ogni altro vicino al Vaticano. In una lunga lettera indirizzata al professor Giovanni Maria Vian, direttore dell’Osservatore Romano e professore di filologia patristica all’Università La Sapienza, Papa Benedetto XVI scrive:
in questo tempo segnato spesso dalla mancanza di punti di riferimento e dalla rimozione di Dio dall’ orizzonte di molte società, anche di antica tradizione cristiana, si presenta come un “giornale di idee”, come un organo di formazione e non solo di informazione.
Per la linea di imparzialità e di coraggio mantenuta di fronte alle tragedie e agli orrori che segnarono la prima metà del Novecento.
Ripercorriamo la storia. L’Osservatore Romano, che è il periodico ufficiale della Città del Vaticano, fu stampato per la prima volta il 1 luglio 1861, pochi mesi dopo la proclamazione del Regno d’Italia.
Il fondatore fu il ministro dell’Interno del Vaticano Marcantonio Pacelli, nonno del futuro Pio XII che, in seguito alla riduzione dello Stato Pontificio al solo Lazio, volle creare un giornale che difendesse il Vaticano, come si legge nell’articolo 3 del regolamento, ovvero atto a “smascherare e confutare le calunnie che si scagliano contro di Roma e del Pontificato Romano”.
I primi due direttori dell’Osservatore Romano furono gli avvocati Giuseppe Bastia e Nicola Zanchini; dal 31 marzo 1862, il giornale Vaticano esce come quotidiano ed attualmente viene pubblicato in diverse lingue e distribuito in 129 Paesi.
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