«Tolga quella nave, cazzo!»
Gli abitanti del Giglio sono già stanchi della Costa Concordia, preoccupati per le ricadute negative sull'economia e sul turismo locali.
Di Salvatore Giambelluca il 31 gennaio | ore 08 : 23 AM
I residenti dell’Isola del Giglio sono stanchi di vedere la Costa Concordia nella loro costa. Ieri con una riunione all’hotel Bahamas durata qualche ora, si sono costituiti in comitato, per tutelare i propri interessi. Preoccupati in particolar modo per le ricadute negative sull’economia e sul turismo locali derivanti dalla vicenda della Costa Concordia.
10 mesi per la rimozione. Franco Gabrielli ha parlato di 7-10 mesi per la rimozione della Costa Concordia dalle coste del Giglio, ma potrebbe volerci anche di più, e oggi il presidente nazionale dei Verdi, Angelo Bonelli, parte all’attacco: «La rimozione del relitto della Costa Concordia dall’isola del Giglio non è una normale pratica burocratica. Abbiamo l’impressione che si stia sottovalutando l’enorme danno ambientale, turistico ed economico che ci sarà se la nave resterà nella posizione in cui è ora per più di un anno. È incomprensibile il motivo per cui si stia aspettando il progetto della Costa, i bandi e gli appalti che la società armatrice della Concordia dovrà ultimare per avviare le operazioni di rimozione: quest’iter procedurale non farà che allungare i tempi, nella migliore delle ipotesi, di almeno 3 mesi. Si tratta di tempi lunghissimi che si sommano ai 7-10 mesi, in cui gli oli, la corrosione del relitto, i solventi e tutto quello che è presente sul relitto provocheranno un vero e proprio disastro. Il Governo si sostituisca all’armatore e provveda immediatamente ad organizzare e ad eseguire la rimozione del relitto attraverso procedure d’urgenza e poi presenti il conto alla Costa. È assurdo che la Protezione Civile che, negli ultimi anni, si è mossa con procedure d’urgenza per questioni che non presentavano nessun profilo emergenziale come i Grandi Eventi, ora intenda trattare l’emergenza ambientale dell’Isola del Giglio come una normale pratica burocratica».
Togliere il carburante. La prima operazione da fare è la rimozione del carburante: La protezione civile assicura che «Quando le condizioni meteorologiche miglioreranno, inizieranno le operazioni per il pompaggio del carburante. Si partirà dai 6 serbatoi che contengono circa il 67% del combustibile, per poi passare alla seconda fase che prevede il prelievo nei restanti 9 serbatoi. Queste operazioni consentiranno di prelevare circa l’84% del carburante. La parte rimanente è prevalentemente nella sale macchine. L’intervento in quest’area, particolarmente complesso, sarà realizzato da Smit e Neri in una fase successiva».
Gabrielli tolga la nave cazzo!. «Vogliamo la rimozione della nave Concordia dal nostro porto il prima possibile – è la prima dichiarazione del coordinatore del comitato – Affideremo la tutela dei legittimi interessi locali a uno studio legale e valuteremo la possibilita’ di costituirci nel procedimento in corso”. Durante la riunione qualcuno ha affisso uno striscione con scritto “Gabrielli tolga la nave, cazzo!!”, ma il comitato ha preso le distanze».
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